Discriminazione alla stipulazione di un’assicurazione

La condizione di disparità che affligge la popolazione straniera in ambito di assicurazioni auto è ben nota.

Se n’è parlato, l’argomento è stato approfondito più volte ma manca tuttora di relativi provvedimenti che per quanto sembrino scontati, si stenta a raggiungere e sembra che tuttora le autorità legislative brancolino nel buio.

In cosa consiste il problema? Come spiegato a più riprese in approfondimenti rilasciati da molti enti pubblici e non, le agenzie assicurative e quelle intermediarie ricorrono spesso a espedienti che affinano fin troppo i loro criteri di scelta. Sei straniero? La nazionalità è un elemento a sfavore, che conduce inevitabilmente a esorbitanti rincari del valore iniziale. Sei italiano? Non è detto che tu sia salvo da tali discriminazioni: il perché è molto semplice e consiste in un ulteriore motivo di sfiducia, ovvero il luogo di nascita e relativa non appartenenza italiana.

La Commissione Europea si è espressa di recente su queste tematiche a dir poco allarmanti, ritenendosi contraria.

Un comportamento del genere è da considerare come nocivo nei confronti della buona convivenza in società tra persone appartenenti a etnie diverse, ognuna con le proprie abitudini e tradizioni. Pianificare aumenti per le polizze RC auto solo in base al luogo di nascita dell’individuo è davvero qualcosa di abominevole, discriminatorio, denigrante.

Asgi è uno degli utenti chiamato in causa nella lotta a queste disparità culturali, in quanto diretto esponente di una delle lotte che tuttora sembrano ben lungi dall’essere debellate e che necessita di costante impegno: si tratta dell’immigrazione, e dei problemi che ne derivano. Il calcolo del premio assicurativo, secondo l’Unione Europea, è direttamente soggetto a dei criteri di scelta che per ovvie ragioni devono essere presi in considerazione ma che non vanno per nessuna ragione associati a elementi che coinvolgano razza, etnia, tradizioni e altri elementi personali.

Da notare inoltre come siano stati citati diretti riferimenti ad alcune disposizioni legislative, come l’articolo 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Sebbene non sia strettamente legato al mondo delle assicurazioni, si tratta di un provvedimento che disciplina molto bene questioni inerenti: quantificare il premio della polizza auto rappresenta, infatti, una violazione di tale legge e della disposizione 24 sui diritti dei cittadini liberi in Europa.

Una recente indagine Isvap mostra come le agenzie che ricorrono a metodi poco ortodossi nel determinare i costi per la propria clientela siano oltre il 25% del totale operante sul territorio italiano: bisogna correre ai ripari, se poi si pensa che tale valore rappresenta più del 15% della quota di mercato.

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