Assicurazioni auto donne, un confronto dei danni

Il vecchio motto con cui per decenni tanti esponenti di sesso maschile si sono divertiti a canzonare bonariamente il movimento in grande espansione delle donne alla guida – a suon di “donna al volante… pericolo costante” – sembra essere ormai definitivamente sconfessato nei fatti, come dimostrano anche le più recenti analisi del settore assicurazioni auto sull’incidenza dei danni da responsabilità civile tra uomini e donne. I guidatori maschi escono infatti piuttosto malconci dal confronto con il gentil sesso su un terreno da sempre ritenuto prettamente “da uomini” come quello dei motori.

Secondo quanto accertato da numerose e recenti analisi statistiche effettuate a livello nazionale ed europeo, le tanto famigerate donne al volante provocano un numero di sinistri stradali di gran lunga inferiore rispetto ai colleghi uomini, almeno il 15% in meno, e al di là del fatto che la guida possa essere uno “strumento” di lavoro (ad esempio per conduttrici di autobus, rappresentanti, tassiste, autiste di mezzi di soccorso, autotrasportatrici e via dicendo), oppure un semplice modo per spostarsi nell’ambito delle normali attività quotidiane, esse stesse ritenute un tempo il “prototipo” tipicamente femminile come utilizzare l’automobile “solo” per portare i bambini a scuola o uscire a fare la spesa. A sfatare questo vecchio cliché, dati che parlano da soli, tracciando un bilancio nettamente a favore delle donne, in assoluto le più virtuose nel campo dei danni RC auto; insomma, più prudenti e affidabili.

Auto da donna

E se in Italia gli uomini provocano incidenti per il 15% in più rispetto al gentil sesso, non va certo loro meglio nella precisa Svizzera, dove l’Ufficio Prevenzione Infortuni ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio effettuato prendendo in considerazione un arco temporale di 5 anni, da cui è risultato che appena oltre le Alpi il tasso di incidentalità provocato da uomini raggiunge addirittura l’87% contro il 13% delle donne. Senza arrivare a tanto, tornando ai dati di casa nostra, il 15% a vantaggio delle guidatrici è comunque già più che sufficiente a sancire ufficialmente la maggiore affidabilità al volante delle donne, che risultano anche molto più abili rispetto agli uomini, udite udite, nell’altro vecchio “tabù” del parcheggio.

Il mondo delle assicurazioni auto pare peraltro avere già da tempo “certificato” la cosa introducendo particolari tariffe agevolate per le donne. Forse molte automobiliste italiane neppure lo sapevano, ma la notizia è balzata alla cronaca di recente con il pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha prospettato l’eliminazione, con decorrenza fine 2012, di qualsiasi trattamento assicurativo agevolato in favore delle donne (laddove ci fosse stato), nell’obiettivo di “assicurare la parità tra i sessi” eliminando fattori “discriminanti” come appunto il sesso del conducente. Il provvedimento della Corte di Giustizia Europea fa intanto discutere nel mondo delle RC auto e dei consumatori sul merito della norma, che disincentiverebbe un comportamento virtuoso che invece andrebbe giustamente riconosciuto e premiato, come ha sottolineato il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona.

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