Polizze assicurative e successione

      Nessun commento su Polizze assicurative e successione

Le regole in materia di successione sono spesso uno dei maggiori crucci degli utenti, soprattutto di coloro i quali hanno deciso di stipulare una polizza assicurativa sulla vita.
La legge italiana prevede che vi sia una certa protezione per i parenti più stretti, come ad esempio il coniuge, così che non è possibile disporre interamente dei beni da attribuire per via testamentaria.
Una parte del patrimonio, infatti, deve essere necessariamente riservata ad alcuni fra i congiunti, a prescindere da quella che è la volontà del testatore.
La quota disponibile, dunque, altro non è che quella parte del patrimonio che può essere attribuita dal testatore in modo libero, senza che sia necessario sottostare ad alcuna imposizione di legge.
A definire gli obblighi normativi, ad ogni modo, ci pensa il codice civile che, in modo molto chiaro, stabilisce quali sono le quote disponibile e quelle non disponibili.
Ad esempio, se l’unico erede legittimario è un figlio, questi avrà diritto a metà del patrimonio; in presenza di due figli e di un coniuge, il patrimonio sarò ripartito nella misura di ¼ al partner e di ¼ a ciascun figlio.
La quota rimanente, un ulteriore quarto, rappresenterà la quota libera, di cui il testatore potrà disporre a discrezione personale.
I legati che hanno diritto alla riserva sono il coniuge, i figli o i loro discendenti, i genitori se il deceduto non dovesse aver avuto figli.
Se le disposizioni testamentarie dovessero entrare in contrasto con quanto previsto dalla legge, allora si potranno applicare le stesse solo in parte, così come previsto dall’art. 554 del codice civile.
Tuttavia, è utile sapere che non fanno parte del patrimonio ereditario, e quindi non sono soggette alle regole sulla successione, il trattamento di fine rapporto e le assicurazioni sulla vita.
Questo significa anche che nessuna imposta di successione è dovuta e che i legati del lavoratore defunto acquisiscono un credito secondo il quale spetterà ad essi riscattare le somme relative alle indennità lavorative e al tfr maturato.
Allo stesso modo, l’importo delle assicurazioni sulla vita non rientrano nell’asse ereditario.
Anche in questo caso, ad intervenire in materia è un articolo di legge del codice civile, il 1920.
Ad essere beneficiario di una determinata somma sarà colui il quale è stato designato dall’assicurato.
Egli acquisisce un diritto proprio nei confronti della compagnia di assicurazione per l’ottenimento delle somme corrisposte da parte del contraente, senza che alcuna pretesa possa essere avanzata da parte degli eredi.
Tali somme, ancora, non sono soggette a imposta di successione né devono essere inserite nel calcolo che serve a formare la quota spettante agli eredi, così come non possono essere in alcun modo considerate una forma di lesione della legittima.
Come avviene la designazione di un beneficiario per la propria polizza assicurativa sulla vita? La procedura è estremamente semplice e consiste nella semplice comunicazione di tale nominativo al proprio agente di assicurazioni o l’inserimento dello stesso nome all’interno del testamento redatto.
Il beneficiario di una polizza assicurativa sulla vita può anche essere modificato nel corso del tempo. Anche in questo caso, sarà sufficiente provvedere a tale variazione attraverso un’annotazione da parte della compagnia d’assicurazione che porrà tale cambiamento all’interno della polizza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *