Polizza assicurativa progettista

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Secondo quanto previsto dalla normativa, i progettisti, che siano o meno dipendenti pubblici, dovrebbero essere tutelari da una polizza assicurativa. Le responsabilità a cui un dipendente della pubblica amministrazione deve far fronte sono duplici. Da una parte, infatti, vi è la responsabilità civile tradizionale mentre dall’altra quella che è ascrivibile propriamente al lavoro di un pubblico dipendente, relativa agli eventuali danni amministrativi che possono essere arrecati, sia in modo diretto che indiretto.
Questa particolare circostanza fa sì che l’oggetto della polizza assicurativa stessa sia di particolare difficile definizione, creando una certa complessità di gestione e di organizzazione del prodotto.
Da una parte, addirittura, l’analisi delle norme sembrerebbe propendere per una copertura esclusiva della responsabilità amministrativa e non della responsabilità civile nei confronti di terze parti.
La garanzia assicurativa, quindi, non sembrerebbe avere alcuna estensione per quanto riguarda questo aspetto della responsabilità civile e, nel caso in cui un terzo volesse agire contro il dipendente, quest’ultimo non potrà ricevere alcuna copertura dalla compagnia assicurativa.
D’altra parte, la normativa generale prevede che l’amministrazione pubblica non si faccia carico dell’onere di polizze assicurative che possano coprire i rischi del lavoro dei propri dipendenti. Tuttavia, sembra palese come questa specifica clausola contenga un grosso limite per la pubblica amministrazione e per i propri dipendenti, tanto da aver cercato un modo per aggirare questo ostacolo, prevedendo dei rimborsi in favore del dipendente, dal momento che comunque sarà quest’ultimo a dover anticipare il premio della polizza.
Lo stesso oggetto delle polizze assicurative è stato studiato per potersi comunque adattare ai requisiti indicati nelle norme, che sembrano essere a prima vista molto difficilmente conciliabili con la realtà di chi si occupa di lavori pubblici.
Sempre la realtà dei fatti, però, ha potuto mettere in evidenza una certa freddezza nella risposta avuta da parte delle compagnie assicurative.
Talvolta, si sono avuti dei primi tentativi di prodotti assicurativi pensati appositamente per rispondere a questo genere di esigenza ma poi, guardando più nel dettaglio, anche di fronte a queste proposte si è sempre evidenziata una certa dipendenza da una più generale copertura assicurativa per i dipendenti pubblici.
Resta sempre, però, l’incongruenza tra quanto previsto da parte della normativa e la prassi, oltre che quelle che sono le reali esigenze di chi opera in questo settore, esigenze che non possono essere sostenute dalla pubblica amministrazione stessa.
Una chiarificazione del quadro normativo potrebbe aiutare a normalizzare il settore, rendendo anche più vitale il contributo delle compagnie assicurative che potrebbero ampliare la propria offerta, certe della risposta da parte dei professionisti e degli enti coinvolti.
Non sono necessarie, in effetti, delle riforme radicali, ma sono sufficienti dei cambiamenti funzionali ad una maggiore tutela e sicurezza dei progettisti pubblici, così da non dover più fare i conti con una situazione dalla interpretazione ambigua e difficile, che porta a numerosi fraintendimenti e a zone d’ombra non propriamente desiderabili anche dal punto di vista del lavoratore.
Ad ogni modo, è bene ricordare che sul mercato esistono già dei prodotti a cui poter far riferimento, come quelli offerti da Zurich e pensati proprio per rispondere a questo genere di esigenze.

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