Consigli per stipulare un contratto assicurativo senza correre rischi

Nello stipulare un’assicurazione si è senza dubbio legati ad un contratto che è quello che viene sottoscritto al momento della sottoscrizione del prodotto.
Con il contratto si garantiscono entrambe le parti in causa, visto che in esso si trova la regolamentazione per ogni tipo di rischio, sia personale sia patrimoniale.
In genere, comunque, quando si sottoscrive un contratto assicurativo si parla sempre di rischio aleatorio, trattandosi di un tipo di rischio che non può essere controllato da nessuna delle due parti.
Con la compagnia assicurativa si fa sì che il rischio aleatorio venga trasformato in qualcosa di diverso, partendo dal presupposto che sia possibile quantificarlo e che possa essere risarcito e pagato.
Una società di assicurazioni, quindi, altro non fa se non accollarsi i costi della gestione di questo rischio, oltre che le spese relative ad eventuali interventi che possono far seguito al danno stesso.
Quando si verifica un sinistro, dunque, la compagnia assicurativa avrà tutto l’interesse di quantificare l’entità in termini economici del danno e provvederà in base a ciò al risarcimento del sottoscrivente o anche ai beneficiari o agli eredi, a seconda del tipo di evento che si fosse verificato.
Il rischio, come abbiamo avuto modo di precisare, è aleatorio, quindi solo eventuale: è insito nel concetto di assicurazione che lo stesso potrebbe non verificarsi mai e non è un concetto di cui non tener conto, perché la bassa probabilità, in determinati casi, potrebbe far sì che non si decida di stipulare proprio alcuna assicurazione. Infatti, il costo dell’assicurazione è sempre a carico dell’assicurato che verserà i cosiddetti premi per onorare il contratto ed ottenere un servizio da parte della compagnia assicurativa.
Ma come si calcola la probabilità di rischio? In effetti, intervengono in questo le tabelle statistiche nelle quali, incrociando una serie di dati fra di loro, sono presenti le percentuali di rischio associate a ciascun evento.
Non sempre, comunque, la sottoscrizione di una polizza è un atto facoltativo. In alcuni casi, la legge prevede obbligatoriamente la stipula di un’assicurazione, come avviene nel caso delle rc auto, ma anche per alcune società o persone giuridiche o contratti di mutuo.
Nel contratto saranno specificati anche il capitale assicurato e il massimale assicurativo. Bisogna fare attenzione a ciò perché si tratta di due concetti differenti che non devono essere confusi.
Il primo è la copertura massima che la compagnia offre nel caso in cui si verifichi un sinistro, mentre il secondo è il tetto massimo entro il quale la compagnia effettivamente agisce.
A regolare nel dettaglio un contratto assicurativo ci pensa il Codice Civile con gli articoli 1882 e 1917, quelli dedicati ai contratti di natura consensuale, ai quali naturalmente anche quello assicurativo appartiene.
Attenzione, infine, per quanto riguarda il beneficiario. Non è detto che quest’ultimo debba essere differente dal sottoscrivente, anche se il tutto dipende dal tipo di assicurazione che ci si ritrova a stipulare. Nell’assicurazione sulla vita, ovviamente, si designa un terzo beneficiario che può coincidere con gli eredi diretti, figli e partner, ma che può anche essere una figura diversa, non esistendo alcun obbligo in tal senso.

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