Come valutare se un contratto assicurativo vita è in linea con le nostre esigenze

Investire i propri risparmi in una polizza vita è senza dubbio una delle scelte preferite da parte degli utenti che possono così essere tutelati nel caso in cui si verifichino alcuni eventi negativi. D’altro canto, il mercato è molto ricettivo in tal senso, visto che sono molte le proposte effettuate. C’è da dire, comunque, che proprio quest’abbondanza di scelta, tuttavia, potrebbe portare ad avere alcuni dubbi circa il prodotto che meglio si confà alle nostre esigenze. Per questo motivo, e per una maggiore chiarezza e trasparenza da parte delle compagnie assicurative, esiste uno strumento ad hoc che, tuttavia, solo da relativamente pochi anni è divenuto obbligatorio.
Si tratta di un modo per appurare, prima della stipula del contratto vero e proprio, se una polizza assicurativa è realmente adatta alle esigenze di quel cliente specifico: è bene ricordare che si tratta anche di un obbligo imposto dalla normativa Isvap, con la Circolare 551/D del 2005 e Regolamento n. 5 del 2006, oltre che da quella Consob, con la Deliberazione CONSOB del 2007, n. 15961, recante modifiche ed integrazioni al Regolamento n. 11522 del 1998.
Per evitare di dover studiare queste norme, comunque, è sufficiente seguire alcuni consigli riassuntivi delle stesse, una sorta di vademecum a cui fare riferimento in caso si intenda sottoscrivere una polizza assicurativa vita.
Il questionario di valutazione circa l’adeguatezza del contratto ci deve essere sottoposto per legge prima della firma dello stesso: qualora non fosse così sarebbe bene provvedere in modo autonomo, facendone esplicita richiesta al nostro consulente. Le risposte devono essere date in modo sincero, senza farci influenzare da parte dell’agente assicurativo, visto che il questionario è, in primo luogo, un prodotto pensato per le esigenze di un cliente e non per quelle della compagnia assicurativa.
Attenzione anche quando si sarà giunti al momento della firma del questionario.
Infatti, al termine dello stesso, si dovranno apporre diverse firme, tipicamente almeno una per ciascuna delle tre parti in cui è diviso il questionario.
Se si dovesse firmare la casella in cui si dichiara la propria volontà di acquisto anche in caso di inadeguatezza del prodotto assicurativo ci si potrebbe trovare, poi, a dover comperare un prodotto anche non voluto o nella difficoltà di effettuare un reclamo qualsiasi.
Le informazioni che normalmente ci verranno richieste sono relative ai dati personali e anagrafici, al tipo di occupazione, ai soggetti che si intende tutelare maggiormente, ai contratti di investimento eventualmente già posseduti, alla frequenza e all’entità dei versamenti e all’orizzonte temporale entro il quale ci si muove. Nello specifico, ricordiamo che si considera di breve termine un orizzonte temporale fino a 5 anni, di medio termine uno compreso tra i 6 e i 10 anni, di lungo termine se superiore ai 10 anni.
Infine, fondamentale è la propensione al rischio che può essere bassa, accettando di contro rendimenti modesti, media o elevata, se si preferisce aumentare la redditività anche a scapito della sicurezza del proprio investimento. La propensione al rischio può essere combinata con l’orizzonte temporale scelto, così da avere un quadro ancora più chiaro dell’investimento che si andrà a sottoscrivere.

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