Il cyber crime lascia impreparate le aziende assicurative
Il problema è sentito in tutto il mondo ma la notizia è relativa in particolare alle compagnie assicurative francesi che si stanno interrogando sul proprio futuro in tal senso, rispetto a quello che è un problema di risk management piuttosto sentito e in continua evoluzione. In effetti, molto è legato anche al recupero di un gap che, a detta dell’associazione di risk management francese, segna le società assicurative d’oltralpe rispetto, ad esempio, a quelle di stampo anglosassone.
Nel Regno Unito, infatti, sembra essere una problematica, quella del cyber crime, piuttosto sentita e comune, che impressiona notevolmente, per la propria portata, il mondo finanziario ed economico in genere, chiedendo delle adeguate risposte da parte delle compagnie assicurative che non possono ignorare la frequenza con cui si verificano tali illeciti comportamenti.
D’altra parte, la questione si è mostrata in tutta la propria importanza e forza in seguito ad un evento piuttosto grave. Lo scorso mese di febbraio, infatti, a finire sotto attacco fu, addirittura, il Ministero dell’Economia francese. Solo grazie ad un intervento urgente da parte di un’agenzia che si occupa di sicurezza informatica si è riusciti a scongiurare il peggio. Va da sé che una soluzione tampone come quella verificatasi non può certo essere considerata risolutiva, ragion per cui occorrono delle nuove strategie che non possono non coinvolgere apertamente le compagnie d’assicurazione.
Le autorità francesi, comunque, hanno dovuto implicitamente ammettere che un problema esiste eccome, visto che in soli cinque anni, gli ultimi, il furto di dati informatici è aumentato in modo vertiginoso.
Quando poi si rincorrono voci come quelle che hanno visto accusati di presunto furto addirittura tre manager executive della casa automobilistica Renault, allora, appare chiaro a tutti che la questione non può essere più ignorata. La Renault, per inciso, non potendo dimostrare l’avvenuto presunto furto dovrà pagare molto probabilmente di tasca propria l’eventuale risarcimento danni.
Le imprese francesi devono, dunque, imparare a prendere sul serio il rischio informatico, cercando di non sottovalutare il problema e spingendo per soluzioni assicurative in grado di garantire un’effettiva tutela, mettendosi in pari con le aziende e le compagnie d’assicurazione anglosassoni.
Se poi si dovesse ottenere anche un qualche cambiamento normativo, allora sarà più facile, molto verosimilmente, riuscire ad instaurare una nuova cultura della prevenzione del rischio legato al cyber crime.
Tra gli altri Paesi particolarmente colpiti da questo fenomeno possiamo annoverare certamente la Germania e gli Stati Uniti, anche messi in imbarazzo dalle fughe di notizie apparse su Wikileaks.
Tra i prodotti assicurativi presenti sul mercato possiamo ricordare la polizza proposta in Italia da Chartis. Si tratta di un prodotto studiato appositamente per offrire garanzie nel caso in cui ci siano attacchi da parte degli hacker, ma anche nel caso in cui vi fossero dipendenti infedeli a rendere note determinate notizie aziendali o si verifichino problemi a causa di virus e malware.
La copertura copre tutti i danni che possono essere originati in tali casi, oltre che la responsabilità civile verso terzi e la possibilità di estensione nei confronti di società controllate dalla contraente principale.