Paesi emergenti e gestione del rischio ambientale

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Uno degli allarmi più diffusi e di difficile gestione riguarda il rischio climatico, purtroppo generalizzato e non limitato a pochi Paesi. Tuttavia, la gestione di tale rischio non è la stessa ovunque. In particolar modo, grandi sono le difficoltà che si riscontrano nei cosiddetti Paesi emergenti, nei quali la densità assicurativa è piuttosto scarsa, a dispetto dei fenomeni naturali che li vedono spesso protagonisti. Vere e proprie catastrofi atmosferiche che si trasformano in catastrofi umanitarie, senza che vi siano abbastanza fondi per riuscire a risollevare terre già duramente segnate da povertà e miseria.
Un esempio recente è dato dalle inondazioni in Pakistan, ma come dimenticare il terremoto di Haiti o remote regioni dell’Europa caucasica?
Per questo motivo, le più importanti compagnie assicurative, con in testa i Lloyd’s inglesi e due associazioni che si dedicano da tempo all’osservazione del clima, la Munich Climate Insurance Initiative e ClimateWise e la Geneva Association, unitamente al PNUE (programma delle nazioni unite per l’ambiente) hanno messo in campo una serie di iniziative che dovrebbero servire proprio a sensibilizzare questi Stati rispetto alla possibilità di assicurarsi per meglio gestire i rischi climatici.
Inoltre, una strategia ritenuta particolarmente efficace riguarda la creazione di unità di crisi che lavorino a stretto contatto con gli agenti assicuratori, al fine di migliorare polizze e misure adottate per facilitare la prevenzione.

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